Collaborazioni nazionali e internazionali
L'Università adulti/anziani di Vicenza è associata alla Federazione italiana delle Università della terza età (Federuni) ed ospita la segreteria nazionale.
L'Università adulti/anziani di Vicenza collabora con la Fenacom nazionale per le ricerche sulla memoria collettiva "Le perle della memoria".
L'Università adulti/anziani di Vicenza è associata alla AIUTA (Asssociaton Internationale des Universités du 3e Âge) con sede a Parigi.
aiuta@wanadoo.fr
L'Università adulti/anziani di Vicenza collabora attivamente con lo ZAWiW (Zentrum für Allgemeine Wissenschaftliche Weiterbildung).
www.uni-ulm.de/uni/fak/zawiw
Talis è un gruppo di lavoro di professori universitari che collaborano con Università della terza età nel mondo. Ogni anno promuovono un seminario internazionale ed editano gli atti. L'attuale segretario generale è il dr. Robert H. Williston (Ontario, Canada).
OUR FATHERS' VICENZA AND THE VICENZA WE LEAVE TO OUR CHILDREN
ASPETTI SOCIO-INDUSTRIALI DI BASSANO NEL PERIODO DEL DOPOGUERRA
RICERCHE ITALIANE
IL MANGIARE DI UNA VOLTA
Un gruppo di lavoro dell'Università si è soffermato a ricercare i cibi vicentini scomparsi.
I MESTIERI DI UN TEMPO
L'attenzione degli iscritti è stata rivolta all'individuazione di mestieri ormai scomparsi tipici della terra vicentina.
LA SPESA FAMILIARE
Tra le vecchie carte sono stati ritrovati i libretti delle spese e si è ricostruita come si faceva la spesa un tempo.
COME GIOCAVAMO
Attraverso la memoria degli iscritti sono stati ricostruiti i giochi dagli anni '20 agli anni '50.
COME VESTIVAMO
Attraverso la memoria e il ritrovamento di vecchi vestiti si è cercato di documentare l'abbigliamento passato.
I MODI DEL CORTEGGIAMENTO E I RITI NUZIALI
Attraverso proverbi e modi di dire, alcuni ancora oggi presenti, si è cercato di ricostruire il periodo del fidanzamento ed il rito del matrimonio lungo il XX secolo.
L'EMIGRAZIONE ITALIANA FRA '800 E '900
Anche se non utilizzato nella ricerca nazionale, il copioso materiale ha ricostruito l'emigrazione vicentina ed il rientro di alcuni immigrati nei vari territori della provincia.
COME VIAGGIAVAMO: DAL CALESSE ALLA SEICENTO
Sono stati trovati i biglietti ferroviari di alcuni viaggi di nozze ed in particolare alcuni "patiti" della moto hanno presentato fotografie delle due ruote dagli anni '20 agli anni '60.
DI PADRE IN FIGLIO: INDAGINE SUI RAPPORTI PADRI E FIGLI NEL SECOLO XX
Sono stati esaminati i rapporti intergenerazionali nell'arco del XX secolo con quattro fasce di indagine: primi anni del '900, intorno agli anni '20, intorno agli anni '50, dopo il '70. Le interviste hanno ricostruito l'evoluzione del vocativo (Voi, Lei, Tu) usato per rivolgersi ai genitori.
RICERCHE EUROPEE
RICERCA - PROPENSIONE A SENTIRSI EUROPEI
Tra quattro sedi di Università degli adulti/anziani d'Italia (Milano, Mola di Bari, Pesaro e Vicenza) è stata condotta una ricerca su come gli anziani si sentono pronti a diventare europei. Gli intervistati sono stati 533.
L'italiano è ovviamente la lingua madre quasi esclusiva per tutto il campione (96%). L'1% non dà informazioni mentre il rimanente 3% segnala una diversa lingua madre: si tratta di persone da tempo residenti in Italia, pur avendo origini straniere. Molto modesta risulta la conoscenza di lingue straniere. Il 7% dichiara di conoscere in modo fluente il francese ed il 4% l'inglese. Sono invece in grado di farsi capire in francese il 31% del campione ed in inglese il 17%. Il dato conferma la scarsa attenzione dedicata in passato dalla scuola italiana all'insegnamento delle lingue straniere, che in ogni caso ha privilegiato fino agli anni '70 la lingua francese rispetto a quella inglese. Al di là di questa considerazione di tipo strutturale risulta evidente comunque che è ancora poco diffusa nella fascia d'età del campione adulti/anziani italiani la frequenza a corsi di lingue straniere anche nell'ambito di attività di educazione rivolta agli adulti.
Viaggi e vacanze appaiono essere i quasi esclusivi motivi di contatto dichiarati dal campione con altri Paesi europei. Se ne deduce quindi che se anche come sopra ricordato l'81% del nostro campione dichiari di avere contatti con altri Paesi d'Europa, in realtà questi contatti sono non così frequenti e soprattutto collegati a ragioni di turismo o di lavoro. Una modesta percentuale segnala contatti con l'estero dovuti a visite a familiari ivi residenti o a contatti intrattenuti per corrispondenza con persone che risiedono in questi Paesi. A conferma della scarsa reale propensione a tenere contatti con altri Paesi in modo sistematico si segnalano le percentuali al di sotto del 3% che riguardano i rapporti avuti in Italia con turisti provenienti da altri Paesi.
L'analisi delle motivazioni espresse, attraverso le risposte aperte, evidenzia sostanzialmente la necessità degli intervistati di farsi una idea più chiara e personale sull'Europa in generale.
La principale motivazione è infatti quella di ampliare le proprie conoscenze (80%), di conoscere meglio l'Europa nel suo insieme, e la storia, i costumi, gli usi dei singoli Paesi che la compongono.
È stato rilevato l'uso ripetuto della parola "curiosità" che è indicativo del desiderio senza preconcetti di conoscere e di approfondire questi temi, e di espressioni quali "è necessario essere aperti al mondo" che testimoniano un sincero e consapevole orientamento alla conoscenza di nuovi Paesi.
Sintesi di queste motivazioni positive è il perché della decisione di frequentare corsi sull'Europa fornita dagli intervistati: "perché l'Europa non è e non deve essere solamente una unione monetaria". Anche nella segnalazione dei temi che si vorrebbero approfondire meglio emerge questa necessità di conoscere meglio e di più l'Europa e non solo dal punto di vista storico e culturale.
L'analisi delle risposte aperte concernenti questo punto evidenzia che nella realtà l'interesse verso temi economici, politici, sociali è molto più accentuato di quanto non appaia nella tavola 19.
Questi interessi si rilevano soprattutto nell'area del Nord Est e del Centro Sud italiano: gli argomenti che si vorrebbero approfondire di più sono infatti l'economia e la politica dei partner europei, le leggi degli altri Paesi, la moneta unica, le materie sociali e previdenziali, l'ambiente.
Corsi di lingua straniera sono ripetutamente citati, mentre poco numerose sono le citazioni di richieste di trattare temi di arte, letteratura, poesia, storia del passato.
L'opinione sull'Europa non sembra modificarsi in modo clamoroso in conseguenza di studi effettuati dal campione: solo il 9% dichiara di aver cambiato in modo definitivo la propria opinione mentre d'altro canto il 38% dichiara di non averla cambiata affatto.
Appare evidente dalle risposte fornite dal campione che l'attitudine verso l'Europa è essenzialmente un atteggiamento di apertura e di disponibilità intellettuale, sia pure ancora in uno stato teorico ed astratto. Una percentuale fra il 60% ed il 70% si dichiara convinto che è necessario avere una propria opinione sull'Europa e che ciò può favorire lo sviluppo delle politiche comunitarie; esprime il convincimento che la moneta unica potrà portare vantaggi agli europei; dichiara che è fondamentale conoscere le lingue e visitare i Paesi esteri. Dall'altra parte un 30% degli intervistati ritiene che le differenze esistenti tra i Paesi europei rendano difficile la realizzazione dell'Europa unita e che non è parlando o conoscendo altre persone in Europa che si riesce a far crescere la comprensione internazionale. E su questo fronte è sintomatico che fra gli intervistati, solo il 19% dichiara di considerarsi oggi essenzialmente un europeo; gli altri dichiarano di essere prima di tutto e soprattutto cittadini del proprio Paese.
THE OPEN UNIVERSITY OLDER STUDENTS RESEARCH GROUP, Older students and Europe, edited by Stephanie Clennell, Oxford, 2000.
RICERCA SULL'USO DEL PANE NELL'ALIMENTAZIONE EUROPEA
A novembre è stato redatto il rapporto. Hanno collaborato la Repubblica Ceca e la Germania, oltre all'Università adulti/anziani di Vicenza.
Scarica il rapporto della ricerca (in formato .doc di Word) direttamente sul tuo computer.
Alcuni corsisti dell’Università partecipano al progetto europeo ODE in cinque distinti filoni di approfondimento.
L’impegno del gruppo è quello di trasmettere a persone che non comprendono la lingua italiana i messaggi degli ambiti indicati, attraverso power point e flash book. I testi in lingua italiana ed inglese sono disponibili in