Ricerche sociologiche
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ADULTI, TEMPO LIBERO E NUOVE TECNOLOGIE
(Giuseppe Dal Ferro)
La ricerca sociologica ha interessato i frequentanti delle Università adulti/anziani del Vicentino ed un campione dell’Università analoga di Belluno. I questionari restituiti sono stati complessivamente 1.704 (1.559 della provincia di Vicenza e 145 di Belluno). Quelli relativi a Vicenza corrispondono per composizione a grandi linee a quelli relativi ai 2.800 questionari distribuiti. Le risposte sono del 29,52% di uomini e del 70,48% di donne (Vicenza rispettivamente il 29,75% uomini ed il 70,24% donne; Belluno 26,90% uomini e 73,10% donne). L’età complessiva degli intervistati è così distribuita: 2,76% 39-44 anni; 12,62% 45-54; 38,56% 55-64; 29,28% 65-74; 8,74 oltre 75. Il gruppo di Belluno è risultato di qualche punto percentuale più vecchio. Il 57,45% è coniugato; il 57,21% ha la scuola dell’obbligo ed il 4,23% è laureato. Circa il settore di attività prevalgono gli appartenenti alla pubblica istruzione e all’attività domestica con più del 17% ciascuno, all’industria per il 22,95%, al commercio per il 12,50% e all’agricoltura per il 2,76%.
La ricerca si proponeva di conoscere il parere delle persone adulte ed adulte mature relativo ai problemi che si pongono oggi agli uomini e alle donne dai 40 ai 50 anni, nel rapido cambio culturale che permea la società attuale e il Veneto. Si erano scelti due riferimenti particolari, uno più culturale rappresentato dalla “musica moderna” ed uno più strutturale espresso dal “computer”. La scelta infine di un gruppo esterno di riferimento, quale quello di Belluno, aveva lo scopo di confrontare la provincia di Vicenza, già da qualche decennio entrata nel pieno sviluppo industriale, con una provincia quale quella di Belluno, entrata solo recentemente nella piena fase industriale.
Aspettative dell’uomo maturo
Una serie di dati raccolti dagli intervistati offre un’immagine complessiva dell’uomo adulto maturo, non certo in posizione rinunciataria come un tempo, ma dinamico, abbastanza sicuro di sé, desideroso di vivere pienamente la vita di tutti. Alla domanda relativa agli interessi culturali, emergono le propensioni alla lettura di giornali e riviste (64,44%), all’ascolto della musica (49,82%), alla lettura di romanzi (44,66%). Ad una domanda specifica circa il tipo di musica apprezzato, le preferenze vanno nell’ordine alla musica classica (54,75%), ai cori di montagna (51,06%) ed alla musica operistica (47,12%). All’ultimo posto è risultato il jazz (10,04%).
Gli intervistati sono persone scarsamente propense a forme di divertimento collettivo (appena il 16,02%), desiderose di viaggiare (64,85%), di fare passeggiate (61,33%), di visitare musei e vedere opere d’arte (54,40%). Dicono di prepararsi allo scopo non tanto usando le tecniche più moderne (10,74%), quanto frequentando scuole o corsi (64,26%) e seguendo rubriche televisive specializzate (46,24%). Dalla ricerca risulta infatti che solo il 27,82% dice di usare qualche volta il computer, per cui si spiega la prevalenza delle scelte sopra indicate.
Attese della donna e dell’uomo a 40/50 anni
Il punto centrale dell’indagine riguardava ciò che si riteneva importante per una donna ed un uomo dai quaranta ai cinquant’anni, con riferimenti precisi al mutamento culturale in atto, rappresentato, come abbiamo detto, dalla musica contemporanea e dal computer, assunti ipoteticamente a strumenti di emancipazione sociale.
Si ritiene anzitutto che la donna in tale età abbia bisogno di recuperare spazi per sé, per la cura della persona (57,51%), per viaggiare (55,16%), per ricercare o mantenere relazioni sociali (55,16%) e per leggere (51,70%). Il disagio che avverte è minore nel sentirsi sorpassata (16,08%) o dovuto al senso di solitudine (21,71%) o al senso di inutilità (10,74%). Essa soffre soprattutto per la difficoltà di dialogo con i figli e con i giovani (38,44%). Questo dato ricorre in molte risposte e rappresenta forse il motivo più profondo che spinge le persone di questa età a mantenere il passo con i tempi. Da notare come tale bisogno sia sentito ancora di più dal campione di Belluno (41,38%) rispetto agli intervistati del Vicentino (38,17%).
Le risposte relative all’atteggiamento della donna dai 40 ai 50 anni di fronte alla musica moderna e al computer non sono di rifiuto (appena il 16,96% per la musica ed il 5,35% per il computer), ma di interesse come strumenti di emancipazione e di dialogo con i figli e i giovani. Infatti il 48,30% vorrebbe conoscere la musica moderna per apprezzarla ed il 63,97% è disposto ad impegnarsi per capirla. Il motivo prevalente, come abbiamo detto, è per dialogare con i giovani 37,38% e solo secondariamente per un arricchimento culturale e per capire il nostro tempo (rispettivamente 28,17% e 28,40%).
Nei confronti del secondo punto di riferimento, l’uso del computer, il 74,94% ritiene utile l’apprendimento per la donna a questa età, e i motivi addotti ritornano: non per divertimento (solo il 5,63%) ma per non essere esclusa dagli interessi comuni della società (42,42%) e per dialogare con i figli o nipoti (35,68%). Risulta quindi evidente l’attesa prevalente della donna di 40-50 anni di vivere pienamente il tempo in cui viviamo, conoscendo di esso la cultura e gli strumenti tecnici, e di continuare a sviluppare quel rapporto intergenerazionale che è essenziale per non chiudersi nei rimpianti.
Non molto diverse sembrano essere le attese dell’uomo dai 40/50 anni, più orientate, rispetto alla donna, a conoscere le nuove tecniche comunicative (essere inserito negli interessi della società 44,37% e conoscere la cultura cd-rom 34,15%) che al dialogo intergenerazionale (33,86%). Anche per l’uomo di 40/50 anni si ritiene essenziale l’apprendimento dell’uso del computer (75,70%).
Uso del computer
L’uso del computer da parte degli intervistati è già un dato di fatto per il 27,59%, anche se l’uso è limitato per lo più a due o tre volte alla settimana (7,57%) o addirittura a qualche volta al mese (8,86%). Solo il 4,75% dice di usarlo quasi tutti i giorni.
Se poi guardiamo il tipo di uso fatto, il 17,08% lo usa per scrivere ed il 13,73% per internet. Esso non fa paura. Quelli che hanno imparato ad usarlo hanno per lo più frequentato qualche corso (10,04%) e dicono di aver trovato qualche difficoltà per la complessità delle macchine e dei programmi (10,56%). Non hanno riscontrato tuttavia in loro una cultura di base sufficiente (solo il 4,11%).
Dalla ricerca comunque non è apparso un rifiuto totale di questi nuovi strumenti, se coloro che dicono di non essere interessati sottolineano piuttosto il fatto di poter vivere senza il computer (10,80%) e di non vedere l’utilità che da esso potrebbe pervenire (10,27%). Anzi molti di coloro che non lo usano, ritengono utile l’apprendimento per non isolarsi dalla società tecnologica (19,19%) per servirsi di internet (13,67%) e per dialogare con i figli ed i nipoti (12,50%). Si può perciò affermare che si ritiene il computer utile per mantenere i contatti con la società e con i giovani, senza farne una mania, accontentandosi di un uso moderato. Nel campione di Belluno è emerso un minor uso del computer per la scrittura (Belluno 14,48%; Vicenza 17,32%) e per internet (Belluno 9,66%; Vicenza 14,11%).
Conclusioni
La ricerca ha dato un’immagine chiara di una età adulta e matura aperta al nuovo, senza sensi di inferiorità, protesa alle iniziative culturali, preoccupata della vita di relazione soprattutto con i figli e nipoti. Lungi dal sentirsi arrivata, dimostra disponibilità a migliorare la propria condizione sociale attraverso lo studio, la conoscenza delle nuove forme culturali e l’uso dei nuovi strumenti tecnici.
Il campione di Belluno in gran parte si è sovrapposto a quello di Vicenza, sottolineando maggiormente il disagio ed il bisogno del dialogo intergenerazionale e dimostrando una minor conoscenza degli strumenti tecnici.