Ricerche sociologiche
<< Torna all'elenco
Ricerca “IDENTIKIT DEI GIOVANI E DEGLI ADULTI”
L’evoluzione sociale negli ultimi cinquant’anni ha trasformato il vicentino da società contadina a società del terziario avanzato e del digitale, modificando profondamente il modo di vivere delle per-sone, che si sono trovate a fruire di una quantità di beni un tempo sconosciuti.
La ricerca sociologica dell’Istituto Rezzara dell’aprile-maggio 2005, elaborata su circa 3.000 que-stionari restituiti compilati metà da persone sopra i 55 anni e metà sotto i 25 anni, ha focalizzato il confronto tra due generazioni sul tema degli stili di vita. I risultati più interessanti emersi riguardano la sostanziale fruizione degli uni e degli altri dei beni prodotti, con uno spirito diverso fra le due ge-nerazioni prese in considerazione. La popolazione più anziana pratica la religione per il 79,2%, ri-cerca l’informazione alla televisione (92,8%) e sui giornali (50,3%), legge quotidianamente libri (38%). I giovani invece dimezzano queste percentuali: pratica religiosa (30,6%), informazione tele-visiva (68,2%) e giornalistica (17,9%), lettura di libri (15,8%). A ciò si aggiunge la scelta relativa ai valori, nella quale le persone più anziane assegnano grande valore all’onestà (92,5%), alla cultura (80,2%), alla religione (77,2%); i giovani all’amicizia (94%), al denaro (58,9%), al successo (53,2%). Uguale apprezzamento è espresso invece circa la famiglia (92%). Emerge quindi una so-stanziale tenuta dei valori nelle persone anziane ed una certa estraneità dei giovani ad una cultura che sentono estranea. Sono alla ricerca di scenari futuri fra l’utopico ed il virtuale.
Dalla ricerca emerge una crisi poi, anche se in proporzioni diverse, dell’identità nei confronti delle istituzioni ed il rifiuto nei confronti delle rappresentanze. Alla domanda sull’identità sono risultate le seguenti indicazioni: l’essere italiani (adulti 82,8%, giovani 60,4%), veneti (adulti 63%, giovani 38,5%), europei (adulti 53,6%, giovani 31,7%). I giovani sembrano identificarsi prevalentemente con l’età (53%). Alla domanda su “da chi si sente rappresentato”, ad eccezione forse della Chiesa (adulti 34,5%, giovani 12,9%), la caduta è a percentuali che in genere non superano la decina di punti per gli adulti, e che si dimezzano per i giovani. La fiducia minima è nei partiti (adulti 3,7%, giovani 13,6%), nei sindacati (adulti 5,5%, giovani 2,3%) e nel parlamento (adulti 5,7%, giovani 3,1%). Sul 10 o 15% si collocano per gli adulti il Comune e la Regione, percentuali che si dimezza-no per i giovani.
Dai molti dati ulteriori della ricerca emerge come il benessere raggiunto abbia progressivamente lo-gorato le energie che lo hanno prodotto. L’autoritarismo di un tempo non c’è più, ma non è suben-trata un’autorevolezza nelle istituzioni. Si prospetta l’urgenza di un dialogo fra generazioni, dato il valore comune della famiglia, anche se appare evidente la crisi dell’adulto, incapace di trasmettere i valori in forma dialogica e serena, attraverso stili di vita coerenti.