Ricerche sociologiche
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L’educazione dei nipoti (1996)

La famiglia rimane sempre il luogo privilegiato dell’educazione, anche se molte istituzioni ed ambienti di vita concorrono a formare la mentalità e il modo di vivere dei fanciulli e dei ragazzi. La ricerca si è proposta di indagare sul ruolo educativo dei nonni e dei prozii. Dalle 1.064 persone intervistate nel 1996, frequentanti le Università adulti/anziani di Vicenza, è risultato che due terzi erano nonni, un terzo prozii; il 24,2% uomini e il 75,8% donne. I dati più significativi dell’intervista dimostrano la complementarietà fra il ruolo educativo dei nonni e prozii e quello dei genitori. I nonni e prozii sembrano tuttavia più preoccupati di una educazione “comportamentale”, che “motivazionale”.

1. I nonni si sentono utili ai nipoti. Spesso la madre lavora molto tempo (55,4%) e i nonni passano con i nipoti molto tempo (51,8%) pur non vivendo insieme. I nonni sentono il dovere di educare i nipoti (69,5%). È chiara tuttavia la convinzione che sono i genitori soprattutto ad educare (madre 95,5%, padre 92,5%) e poi i maestri (85,7%). I nonni ritengono che i nipoti conservino di loro un buon ricordo (91,3%). Essi nello stare insieme si sentono utili a qualcuno (75,3%; prima scelta 27%); possono tramandare la propria esperienza (58,1%; I scelta 26,1%); trovano affetto e riconoscenza (48,6%; prima scelta 15,7%). Ritengono di essere utili ai nipoti nel trasmettere i valori morali (86,6%; prima scelta 47,4%); nella custodia (77,6%; prima scelta 40,9%); nell’insegnare il modo di vivere (65,5%; prima scelta 5,3%).

2. Contenuti dell’educazione. Secondo i nonni ciò che oggi maggiormente diseduca è la televisione (53,5%; prima scelta 19,3%), seguita dalla troppo libertà concessa (42,5%; prima scelta 24,5%); dall’accontentare troppo i figli (42,5%; prima scelta 12,1%) e dalla troppa permissività (42,3%; prima scelta 9,5%).

3. Contrasti fra nonni e genitori. Le critiche maggiori rivolte ai genitori dai nonni (e prozii) sono la troppa libertà lasciata ai figli (63,1%), le spese inutili per i figli (57,8%), il non tempo per parlare con loro (53,7%), il non insegnare la religione (42%). Le critiche dei genitori ai nonni sono il viziare i nipoti (73,2%) e l’accontentarli nei capricci (57,7%). Gli argomenti di contrasto più evidenziati riguardano la libertà concessa (50,1%), i regali (50,3%), l’uso concesso del denaro (49,5%). Nel confronto fra il modo di pensare dei nonni e dei figli emerge una discreta convergenza circa il concetto di educazione (61,7%), mentre le maggiori divergenze sono nei confronti della politica (69,6%), della religione (54,1%), del modo di vivere (53%).

Alla domanda se c’è discussione fra nonni e genitori il 54,8% risponde poco (34,6%) o per niente (20,2%), il 45,3% risponde molto (9,6%) o abbastanza (35,7%).

(cfr. DAL FERRO G., La vita di relazione. Quattro ricerche sociologiche fra i corsisti nell’Università adulti/anziani del Vicentino negli anni 1996-1999, Rezzara, Vicenza, 2001, pp. 57-67).