Ricerche sociologiche
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XIX Salute e cura del corpo (2008)
(Giuseppe Dal Ferro)
Nell’attuale società la cura del corpo è un bene prioritario a differenza del passato, quando si esaltava l’uomo prevalentemente per la dimensione spirituale. Il recupero della corporeità è senza dubbio una delle conquiste del nostro tempo, anche se in alcuni casi assume dimensioni fobiche: gli alimenti devono essere certificati, le calorie vanno controllate, gli esami clinici si moltiplicano, a volte senza necessità, la chirurgia estetica sembra la ricetta per correggere l’età e la morte è considerata conseguenza di diagnosi o cure sbagliate. Come è possibile recuperare una normale cura della salute a prescindere da forme assurde di medicalizzazione?
La ricerca sociologica attuata nelle università A/A del vicentino ha interessato le persone di ultra cinquantenni che frequentano i corsi di cultura generale e di conoscenza dell’uomo, ha verificato se, attraverso iniziative culturali, sia possibile sviluppare stili di vita equilibrati. Il questionario apposito, diffuso in 3.400 esemplari con 69 item, è stato restituito da 2.019 persone, distribuite in modo paritario nella gran parte dei comuni di Vicenza. Il 26,7% delle risposte riguardano uomini e il 73,3% donne, delle seguenti fasce di età: 40-54 anni 3,1%, 55-64 anni 36,9%, 65-74 anni 41,8%, oltre i 74 anni 18,2%; con un livello di istruzione elementare e media del 60%, professionale e superiore del 35,7% e universitaria del 4,3%.
Nell’insieme dalla ricerca risulta nelle persone intervistate una cura del corpo e della salute equilibrata, con una attenzione all’alimentazione e alla pratica di vita all’aria aperta, senza regole rigide, con un ricorso al medico e alle medicine solo in caso di sintomi o di indicazioni precise. Chi ha risposto manifesta inoltre la convinzione che ci si ammala come gli altri, che si ha una salute come quella degli altri, che non va peggiorando, anzi è buona, rispetto all’età. Vediamo alcuni dati emersi dalla ricerca.
Salute e forma fisica
I dati raccolti indicano una diffusa cura della salute. Il 96,7% degli intervistati dichiara di essere attento ai problemi della salute e i due terzi di controllare l’alterazione febbrile anche leggera. Le donne sono più attente degli uomini. Ad eccezione di un gruppo modesto del 15,2%, che preferisce non sapere troppo di medicina, la maggior parte dice di informarsi utilizzando la televisione (81,6%), i giornali (71,8%), le enciclopedie (49,1%). Occupano l’ultimo posto le informazioni attinte dagli amici (33%) e la frequenza a corsi specifici (31,1%). Ad informarsi di più sono le donne (informazione televisiva: uomini 73,4%, donne 84,8%; informazione giornalistica: uomini 67,7%, donne 73,4%). Possiamo ipotizzare che le antiche terapie di medicina popolare familiari siano del tutto scomparse con l’introduzione del servizio sanitario nazionale e che diffuso sia l’interesse per un aggiornamento.
Un secondo dato emerso dalla ricerca riguarda l’interesse per il corpo nella sua forma fisica, espresso dalla quasi totalità degli intervistati, cioè dal 95,2%, con un punto e mezzo in percentuale maggiore da parte degli uomini (uomini 97,1%, donne 95,8%).
La ricerca ha evidenziato un generale interesse per la salute (96,7%), una ricerca costante di informazione sanitaria con i mezzi a disposizione e una serenità nel guardare alla propria salute. È emerso poi un interesse per la propria immagine fisica (95,2%), essendo essa collegata alla vita di relazione, elemento essenziale per sdrammatizzare le stesse paure e insicurezze personali. Tale obiettivo è perseguito da alcuni nelle forme ordinarie dell’abbronzatura e dell’uso dei cosmetici, che però si ritiene di non usare indiscriminatamente. Sulla chirurgia estetica i pareri sono divisi fra chi ritiene di doverla evitare (47,2%) e coloro che sono favorevoli (52,8%), però a precise condizioni (45,3%).
Vita di movimento
Dal medico si va, ma solo quando si ha bisogno (91,8%). Questo è il dato che emerge e che contraddice la prassi di andare periodicamente negli ambulatori forse per essere rassicurati più che per reale bisogno. Il dato più costante che emerge nella ricerca è la convinzione che la natura stessa ha in sé i segreti per una buona salute e che la vera prevenzione va fatta con una alimentazione equilibrata (93,2%) e con attività all’aria aperta (82,7%). Ci sono persone che per la prevenzione assumono medicine (29,2%) e frequentano la palestra (36,4%), ma sono una netta minoranza. Fra quest’ultime maggiori sono le donne (uso della palestra: uomini 23%, donne 41,9%). Prevale nell’uso quotidiano l’abitudine di camminare, di usare la bicicletta e di fare qualche esercizio motorio a titolo personale (circa metà “qualche volta” e un quarto “spesso”). Dichiarano di non avere l’abitudine di camminare l’8,7% e di non usare mai la bicicletta il 41,5%. Sono indicazioni nettamente superiori all’uso della palestra (mai 57,4%, qualche volta 21,1%, spesso 21,5%). Le donne praticano di più la palestra degli uomini, mentre questi ultimi camminano di più e utilizzano maggiormente la bicicletta.
Di interesse sono le risposte relative alla domanda sul tempo quotidiano dedicato al camminare. Appena il 15,5% dichiara di camminare meno di venti minuti al giorno. Cammina da venti a trenta minuti il 38,8%, oltre la mezz’ora fino a un’ora il 36,5%, oltre l’ora il 9,8%. Complessivamente risulta che l’85,1% delle persone intervistate dedicano oltre venti minuti al giorno al camminare.
Una domanda specifica riguardava il riposo quotidiano. Il 72% dice di dormire alla notte più di sei ore e l’89,3% di riposare meno di un’ora al pomeriggio. Divergono sul dormire oltre sei ore alla notte le persone secondo l’età (45-54 anni 80,3%, 55-64 anni 77,9%, 65-74 anni 70,1%, oltre i 74 anni 63%), mentre scarsa è la differenziazione circa il periodo di riposo pomeridiano. In base all’istruzione aumenta il riposo notturno di oltre sei ore (elementare/media 68,92%, superiore 75,99%, laurea 77,9%).
Concludendo risulta prevalente per i due terzi delle persone intervistate la preoccupazione di favorire il movimento della vita quotidiana rispetto a quello artificiale della palestra e di dedicare al sonno un tempo sufficiente. Un’alta percentuale degli intervistati (85,1%) ritiene il camminare utile alla salute. Confrontando tali indicazioni con lo scarso uso degli ansiolitici usati, possiamo dire che si tratta di ritmi normali dell’esistenza.
Una equilibrata alimentazione
Si è già accennato che la gran parte degli intervistati ritiene una dieta equilibrata la maggior prevenzione per la salute (93,2%). Vediamo ora come è intesa tale dieta. Anzitutto la quasi totalità è fedele al pranzo di mezzogiorno (99,7%) e alla cena serale (99,4%). La colazione al mattino è molto praticata (94%). Un 40% interrompe la giornata con uno spuntino sia al mattino che nel pomeriggio. Lo spuntino è praticato più dalle donne che dagli uomini (uomini 25,3%, donne 46,1%) e dalle persone più giovani (40-54 anni 60,8%, 55-64 ani 40,7%, oltre i 65 anni 37,8%). Circa la dieta i due terzi degli intervistati ritiene sia importante e vada perseguita attraverso la limitazione della quantità di cibo. Solo il 2,8% dice per esempio di seguire la dieta dissociata.
La maggior parte degli intervistati ritiene il controllo sul cibo (93,2%) elemento fondamentale per conservare la salute, evitando possibilmente i cibi grassi (89,9%), i salati (83,5%) e i dolci (85,3%). In pratica, fuori dei pasti, è più frequente l’uso di dolci (26,2%). Inoltre si ritengono molto utili la regolarità dei pasti (oltre il 90% degli intervistati), il non uso o uso moderato di vino e il non privare il corpo di acqua. Tale ritmo di vita rende secondario il calcolo delle calorie, considerato marginale da parte dei due terzi degli intervistati e non considerato da parte dell’altro terzo.