Ricerche sociologiche
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Solitudine e suo superamento (1998)

La solitudine è una situazione umana che accompagna l’uomo dai primordi dell’umanità, legandolo nel bene e nel male ai sentimenti di angoscia, di paura e di morte. Nella ricerca ci si è proposto di conoscere se l’attività cognitiva e la vita di relazione, tipica delle Università della terza età, siano o no uno strumento per il suo superamento o almeno per il suo controllo. La ricerca si è avvalsa di 1.153 questionari compilati dai corsisti delle Università adulti/anziani del Vicentino nel 1998, confrontati con 352 questionari compilati da non frequentanti. Da essa è emerso che i due gruppi di confronto vivono situazioni oggettive pressoché uguali, mentre il modo di vivere e di reagire alla solitudine è profondamente diverso. Coloro che frequentano l’Università partecipano inoltre a gruppi formali, i non frequentanti a gruppi informali.

1. Nei due gruppi c’è un discreto rapporto con i familiari, che possono arrivare in caso di necessità in meno di un’ora (87,5% - 86,8%). C’è anche un buon livello di autosufficienza (93% - 92%) (in corsivo sottolineati i dati relativi ai non frequentanti).

2. I momenti di solitudine sono sentiti dai non iscritti come un dramma: inutilità 48,1% (rispetto a 45,6%), confusione 66,7% (rispetto a 55%), ansia e angoscia 90,5% (rispetto all’83,6%), depressione 82,4% (rispetto a 77,4%), stanchezza della vita 56,4% (rispetto a 46,7%). Gli iscritti all’Università avvertono invece la solitudine come mancanza di qualche cosa 89,4% (rispetto a 83,7%). I momenti di maggior solitudine per i non iscritti sono: alla sera 68,4% (rispetto a 63,7%), alla notte 59,6% (rispetto al 56,7%), nella malattia 91,6% (rispetto all’84,2%), nella feste 83,3% (rispetto all’81,2%).

3. I due gruppi differiscono nel modo di superare la solitudine. Negli iscritti si pensa di provvedere amando animali 88,7% (rispetto all’84,7%), con amicizie 95,5% (rispetto al 90,5%), uscendo di casa 97,6% (rispetto al 95,2%), viaggiando 91,8% (rispetto all’82,1%), frequentando incontri religiosi 91,2% (rispetto all’82,1%) e culturali 94,5% (rispetto al 75,8%). La spiegazione è anche che nei frequentanti l’Università maggiore è la partecipazione a gruppi formali: associazioni o club 86,8% (rispetto all’82,7%), di volontariato 87,2% (rispetto all’80,2%). Nei non frequentanti maggiore invece è la partecipazione a gruppi informali: di conversazione 88,4% (rispetto all’81,4%), di gioco 72,1% (rispetto al 66,3%).

(cfr. DAL FERRO G., La vita di relazione. Quattro ricerche sociologiche fra i corsisti nell’Università adulti/anziani del Vicentino negli anni 1996-1999, Rezzara, Vicenza, 2001, pp. 48-56).