Ricerche sociologiche
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I valori dell’età matura (2000)
La ricerca sui valori prevalenti nell’età matura è stata attuata nell’anno 2000 ed ha coinvolto i frequentanti delle Università adulti/anziani del Vicentino. I dati riguardano 1.267 questionari restituiti, dei quali il 27,03% uomini e il 70,65% donne. Circa l’età erano così distribuiti: 8,61% dai 40 ai 54 anni, 41,39% dai 55 ai 64, 35,81% dai 65 ai 74, 12,44% oltre i 75 anni. Il livello di istruzione era il seguente: 31,41% elementare, 37,25% media, 26,22% superiore, 3,44% laurea. Il questionario proponeva una serie di soluzioni ai quesiti fondamentali del “principio guida della propria vita”.
Dall’indagine è risultato chiaramente che il “bene vivere” per le persone intervistate coincide con la pace interiore e con relazioni pacifiche e arricchenti. Ciò può realizzarsi solo attraverso l’impegno interiore dei singoli e con l’azione della società, che sola può assicurare la giustizia e la pace sociale. Gli intervistati sembrano posporre a tutto ciò la realizzazione materiale e il potere sugli altri. Risultano mezzi utili per raggiungere il “ben vivere” l’amore per la natura e per lo studio.
Le risposte più condivise si sono concentrate su due elementi cardini, l’armonia interiore e la vita di relazione, e sulle strade per raggiungere tali obiettivi, l’amore per la natura e per lo studio. Si ritengono importanti o molto importanti infatti per la propria vita, l’onestà (96,96%) e l’essere in pace con se stessi (95,5%). A questi valori, risultati prevalenti nella ricerca, si accostano quelli relazionali, quali la cortesia, le buone maniere (93,53%) e il vivere inseriti in una famiglia (92,64%). Mezzi per attuare ciò sono risultati lo sviluppo della propria identità nella libertà (89,1%) e il rispetto reciproco nella convivenza (89,04%). È una strada delineata che può essere raggiunta, secondo i questionari, attraverso l’amore per la natura (92,03%) e attraverso lo studio (88,86%).
Le risposte si distribuiscono poi nell’indicare come valori guida dell’esistenza da un lato la pace sociale e dall’altro la vita personale, orientata religiosamente ed espressa nel servizio sociale.
La pace sociale è indicata da alcune risposte quali: la sicurezza nazionale (85,66%), l’ordine (84,24%), la giustizia sociale (88,04%), la solidarietà (84,64%). Questa però richiede nei singoli una fede religiosa (82,51%) e un impegno di mutuo aiuto (84,64%).
Risulta perciò evidente dai questionari che allo studio e all’amore della natura devono essere aggiunti per una buona convivenza l’impegno a vivere interiormente quanto si desidera e l’impegno personale.
Un’altra serie di risposte sembrano indicare altri valori, indubbiamente apprezzati, ma non ritenuti determinanti, almeno da soli, per il ben vivere: essi riguardano l’agiatezza e il successo.
Circa i piaceri le risposte prevalenti sono sul giudizio “abbastanza importante” per i seguenti argomenti: agiatezza (49,80%), soddisfazione dei desideri (42,26%), godimento della vita (41,93%). Per quanto riguarda il successo le risposte, sempre sull’“abbastanza importante”, sono del 37,60%, sull’approvazione altrui del 28,53%. Potrebbe essere interessante osservare che coloro che giudicano questi valori importanti o molto importanti sono: per l’agiatezza il 24,5%, per la soddisfazione dei desideri il 42,26%, per il godimento della vita il 41,95%, per il successo il 21,74% e per l’approvazione altrui il 62,5%.
Dalla ricerca risultano invece disvalori, giudicati per niente o poco importanti, soltanto il potere sociale, cioè il controllo e il dominio sugli altri (73,09%) e il lavoro molto impegnato (37,04%).
(cfr. DAL FERRO G., Il “ben vivere” delle persone frutto della vita di relazione, «UA Giornale», a. III, n. 9, novembre-dicembre 2001).